G. Pedicini 1985

di G. Pedicini

E, come negli antichi dei, l’umano e il divino erano una cosa sola, così l’unità delle figure di Annibali si manifesta in questa duplice istanza. La drammaticità che questa provoca si risolve in una concezione vitalistica delle forme: da un lato evoca la visionarietà protoromantica che da Novalis scende fino a Humboldt e a Luden, dall’altro aspira ad una coscienza di un ethos popolare che accoglie, nel suo abbrivio, le infinite connessioni che da Turner arrivano all’onirismo sensuale e fantastico di un Fussli.

Paolo Annibali
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