La Porta dello Spirito Santo

1997-99, bronzo, cm 300 x 240
Chiesa di San Pio X, San Benedetto del Tronto - AP

La Porta dello Spirito Santo è una riflessione su come l’uomo operi nonostante l’“assenza” fisica di Dio. Se Dio è “assente”, però, ne avverti l’irruzione, la presenza, il respiro: il soffio vitale che Dio ci ha lasciato come sua intima sostanza.
Con la morte di Cristo ho immaginato la comunità degli Apostoli dispersa, perseguitata, smarrita; con la Pentecoste, il dono dello Spirito, la comunità si raduna, si rafforza, acquista coraggio, riceve il dono della “lingua”. La vicenda figurativa inizia con la fine della presenza temporanea di Cristo sulla terra, l’Ascensione; limite fissato anche dalla parallela Dormitio Virginis, ovvero morte e assunzione della Madre, come atti conclusivi della teofania. Con la Pentecoste viene infuso nell’uomo lo Spirito che permette agli apostoli di agire e fondare così la prima comunità.
Da allora sono gli “atti” che hanno connotato la storia della comunità cristiana, attraverso, anche, vite esemplari come quella di Benedetto Martire e quella misericordiosa di Madre Teresa.

Paolo Annibali
Bg {/exp:weblog:entries}