La Porta del Rosario

2004, bronzo, cm 62x32
bozzetto per il concorso per la porta di
Santa Maria Maggiore, Roma

Il bozzetto della porta di Santa Maria Maggiore sintetizza due tematiche, quella del Rosario e quella dell’Immacolata Concezione.
Il Rosario vuole sottolineare la centralità della preghiera come dono dello Spirito Santo; la Vergine Immacolata come dono gratuito dell’amore di Dio. Centrale, comunque, nella porta è Gesù Cristo: “… tutto converge verso questo punto, tutto proviene da qui e tutto vi riconduce” (Forrester Pratt).
La porta è strutturata come un organismo plastico, le superfici si muovono come una vera e propria scultura a tuttotondo, al cui centro è posto un elemento piano che vuole evocare una porta. Un’altra porta, più piccola all’interno di una più grande. “Io sono la porta” (Gv 10,9): il simbolo forse più significativo del Cristo è posto al centro dell’impaginato, il centro del racconto. La porta più piccola rimane sospesa perché attraversata da venti raggi di luce, che come stipi luminosi la decontestualizzano architettonicamente. I raggi divergono dalla porta, ma contemporaneamente convergono verso di essa ricordando la frase già citata.
Nei vuoti tra i raggi si inseriscono i venti Misteri del Rosario, che visti in prospettiva sembrano fuoriuscire dalla porta.
La figura dell’Immacolata è qui rappresentata nell’atto di scendere le scale. Si è voluto rappresentare la discesa di Maria come dono gratuito della grazia divina. Nell’atto della discesa Maria calpesta il serpente simbolo della sconfitta del maligno, immagine tradizionale che bene esprime l’assenza del peccato originale nel suo concepimento, in quanto suo Figlio l’ha resa partecipe, in anticipo, della vittoria finale.
In questa discesa Maria inclina le spalle, attraversata da un fremito, ricordando così che “pur nello splendore dello Spirito, Maria resta ancorata alla terra, alla storia, alla concretezza della vita umana”.

Paolo Annibali
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