La Porta degli emigrati - Santuario San Gabriele

Santuario San Gabriele - Isola del Gran Sasso

La Porta degli Emigrati
La Porta in bronzo per il Santuario di San Gabriele misura metri 4 x 5 per un totale di 20 metri quadrati di superficie. Ha un peso di 50 quintali. E’ stata fusa in bronzo a “cera persa” nel 2013. In essa compaiono 21 figure, modellate a tutto tondo, così da infondere all’impianto forza plastica e vigore scultoreo. La Porta, ideata come un gigantesco ex voto al santo, presenta otto episodi, oltre al grande gruppo centrale del santo attorniato da giovani. Alla realizzazione della Porta hanno contribuito economicamente migliaia di emigrati sparsi in tutto il mondo e in particolare le varie Associazioni di emigrati abruzzesi.
La Porta degli Emigrati cerca di fondere valori di una cultura prettamente devozionale con valori estetici della contemporaneità. Il sentimento della devozione nasce dal bisogno di consolazione, dalla necessità e urgenza di compensare il senso di incompletezza, ma anche per ricevere un aiuto spirituale, e non solo, da parte del santo. Ho pensato così di ispirarmi alla forma di un comune ex-voto, un cuore di metallo, più o meno prezioso, spesso presente in numerose copie in tutti i santuari. L’ho ingigantito portandolo ad una grandezza tale da fornire l’intero impaginato della porta, così da diventare un gigantesco ex-voto, dono al santo da parte della devozione popolare. Il perimetro del cuore è costituito da mazzi di gigli che, innalzandosi, formano le curve dello stesso. In alto, dirigendosi verso la statua del santo, si incurvano in prossimità dell’incontro con San Gabriele. Il santo domina tutta la composizione ed è innalzato in un momento di estasi: attorniato da due ali di giovani forma una croce umana diventando il simbolo dei Passionisti. All’interno del cuore sono collocate in maniera sintetica storie di diversa natura in riferimento al mondo dell’emigrazione abruzzese, ad alcuni miracoli del santo e agli alpini. In alto si compone la celebre frase del santo tratta da una lettera al padre “La mia vita è una continua gioia, la contentezza che io provo è quasi indicibile…Non cambierei un quarto d’ora di questa vita”. In basso risalta una scritta in latino che richiama il simbolo dei Passionisti e di San Gabriele (La passione di Gesù Cristo)”.  (Paolo Annibali)

San Gabriele santo dei giovani
In alto campeggia il gruppo principale che raffigura il santo circondato dai giovani. San Gabriele è universalmente conosciuto come santo dei giovani,da sempre il punto di riferimento percentinaia di migliaia di ragazzi che vanno da lui per una sosta di preghiera. Ai giovani insegna che si può essere vincenti nella vita senza fare grandi cose, ma compiendo unicamente il proprio dovere. Il segreto della sua santità è aver vissuto semplicemente il quotidiano, è stato “un giovane che ha lavorato con il cuore”.
Ogni anno, ai primi di marzo, 10 mila studenti delle scuole medie superiori arrivano al santuario per una giornata di spiritualità a “cento giorni dagli esami di maturità”. A fine agosto, centinaia di giovani da tutta Italia e dall’estero si accampano per cinque giorni al santuario per la Tendopoli dei giovani,dando vita ad un meeting religioso di incontri, preghiera, testimonianze, momenti di festa accanto al giovane santo.

San Gabriele patrono d’Abruzzo, protettore degli emigrati
Sul lato sinistro centrale è simboleggiata la Regione Abruzzo (la donna in costume tradizionale e le montagne innevate), di cui San Gabriele è patrono. San Gabriele è il santo degli abruzzesi che in lui vedono il protettore e potente intercessore presso Dio.
Le due formelle superiori e le due centrali evocano il mondo dell’emigrazione (la miniera il lavoro tipico dell’emigrante, il santo che protegge gli emigranti, la partenza (il cuore rimane in patria) e il ritorno degli emigranti(che vanno a ringraziare il santo recando il loro dono: la Porta degli Emigrati).
Il culto di san Gabriele è diffuso nei cinque continenti, soprattutto grazie agli emigrati abruzzesi che lo hanno fatto conoscere ovunque. Feste in suo onore si celebrano annualmente nelle principali città delle nazioni dove sono presenti emigrati abruzzesi, soprattutto in Australia, in Canada, negli USA, in Venezuela, in Argentina, in Cile, in Belgio.

San Gabriele, santo dei miracoli
San Gabriele è soprattutto il santo dei miracoli, invocato in ogni parte del mondo come potente intercessore presso Dio. In particolare sono molti i malati che sostano in preghiera sulla sua tomba per chiedere la guarigione. Si contano a migliaia gli ex voto portati dai devoti al santuario in segno di riconoscenza. Sul lato destro centrale si snoda il racconto del primo miracolo operato dal santo in favore di una ragazza di Isola del Gran Sasso, Maria Mazzarelli che, ridotta in fin di vita per tisi tubercolare, invocò San Gabriele indossando la cintura del santo e il 23 ottobre 1892 guarì miracolosamente.
In basso a sinistra è raccontato uno degli ultimi e più strepitosi miracoli operati dal santo in favore di una bambina di Montesilvano (PE). Lorella Colangelo. Mentre era in ospedale ad Ancona aveva sognato più volte il santo che le ripeteva: ”Lorella, vieni da me, ti addormenterai sulla mia tomba e tornerai a camminare”. Il 23 giugno 1975 Lorella andò al santuario, si addormentò sulla tomba, sognò di nuovo il santo che le disse: “Adesso, Lorella, alzati e cammina”. E così avvenne.
San Gabriele protettore degli alpini
In basso a destra è raffigurato un episodio di vita militare, che richiama la grande devozione degli alpini verso il santo. Tra i tanti ex voto del santuario molti, senz’altro tra i più belli e significativi, sono stati donati da ex alpini, a partire dagli inizi del Novecento, a testimonianza della loro grande fede. La devozione a San Gabriele, forte nei momenti di bisogno materiale e spirituale, soprattutto negli anni bui delle due guerre mondiali, rimane ancora oggi salda come roccia. E’ dal 1993 che gli alpini abruzzesi (e non solo), la terza domenica di febbraio di ogni anno, si danno appuntamento al santuario a migliaia per il loro grande raduno.
Padre Vincenzo Fabri   marzo 2014  

Paolo Annibali
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