Il mare, il ritorno

Gruppo di sculture dedicato ai caduti e dispersi in mare
1997-2001 Bronzo travertino, 320x1040x400 cm
Zona Porto, San Benedetto del Tronto - AP

L’opera attraverso un racconto vuole essere l’interpretazione dell’ethos della costa, abitata da gente che vive al confine, tra terra, mare e cielo. Il suo carattere comune, emblema di questo sentimento, può essere identificato nel tema del “ritorno”, segno di ambiguità, di eterno movimento, di ciclicità. Quando il marinaio affida la propria vita al mare, sente il bisogno di tornare alla sicurezza della terra ferma, degli affetti: ma una volta nei luoghi rassicuranti della terra sente imperioso il bisogno del ritorno al mare.
E’ il marinaio metafora della costante ricerca da parte dell’uomo della sua identità più profonda, eternamente combattuto tra la sfida della conoscenza che mette in gioco ogni volta la sua esistenza, che fa vacillare quelle che ha percepito come sicurezze e che si rivelano invece realtà episodiche, e, d’altro lato, un soffocante desiderio di pronunciare la parola ultima che stabilisce per sempre la sua esistenza, perché finalmente possa trovare un sito rassicurante e definitivo.

- L’urna,
La scultura centrale rappresenta un’urna, un recipiente anticamente destinato a contenere le ceneri dei defunti. In questa un’onda scoperchia il concetto di chiuso. Trabocca il mare, luogo ed elemento contenitore dei resti di chi gli ha donato la propria vita. Intorno, in rilievo, le spose, le madri, i figli in silenziosa attesa.

- I luoghi, le case,
I luoghi, le case, dove cresce e si sviluppa il sentimento del popolo della costa, case di confine, costruite sulla linea mutevole tracciata dal mare nel contatto con la terra. Case come ossature di navi, case quasi spoglie all’interno, eternamente ed intimamente violate dal vento, dall’aria salmastra e dall’ansia del vivere quotidiano.

- La partenza, gli addii,
Il marinaio, angelo in solitudine, si volge indietro verso un interno domestico svuotato delle cose e degli affetti familiari, a cui lui in questo suo estenuante movimento, sente di non appartenere mai definitivamente.

- Il viaggio,
Su un frammento di barca e in mare sempre tumultuoso il marinaio scruta la notte. Con una fiaccola illumina la scia del mare, leggendo le tracce evanescenti che sembrano legarlo ancora alla terra.

- Il ritorno,
Ormai la nave è in porto, tocca quasi la terra, un esile pontile fornisce il provvisorio legame tra i due elementi. Inquieto il marinaio indugia nel percorrere quell’ultimo tratto che porrà fine al suo viaggio. La materia della scultura è inerte, rigida: così gli ultimi passi non saranno compiuti e il marinaio rimarrà sospeso tra il mare e la terra.

Paolo Annibali
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